UniCredit → Commerzbank
UniCredit ha accumulato una quota di ~34% in Commerzbank puntando al controllo, ma il governo tedesco si oppone ('inaccettabile') e le adesioni alla prima offerta sono state minime (12,5%).
«Ottiene il controllo»: maggioranza assoluta dei diritti di voto (50% + 1, controllo di diritto ex art. 2359 c.c.) oppure accordo di dominazione efficace. Non contano soglie de-facto né l'esposizione economica via derivati cash-settled (che non conferisce voti). «Si ritira / perdita»: annuncio formale di ritiro o discesa della partecipazione sotto il 20% dei diritti di voto. «Resta minoranza bloccata»: al 31 dicembre 2027 la partecipazione è ancora almeno il 20% dei diritti di voto senza controllo di diritto né accordo di dominazione — la scheda si chiude a quella data se nessun'altra condizione si è verificata prima. Risoluzione sulla base di comunicati ufficiali degli emittenti o delibere delle autorità competenti (fonti tier ente/primaria); la scheda si chiude alla prima condizione verificata.
I regolatori antitrust UE (Commissione Europea) hanno fissato al 16 novembre 2026 la scadenza per la loro decisione sull'operazione UniCredit-Commerzbank. È la prima data ufficiale di delibera comunicata pubblicamente, e segna un progresso procedurale nel percorso regolatorio, ma non costituisce né un via libera né un veto. Gli scenari correnti rimangono invariati in attesa dell'esito.
L'11 settembre 2026 Bloomberg riporta che il CEO di UniCredit Orcel ha incontrato per la prima volta direttamente il governo federale tedesco per discutere del futuro di Commerzbank. Si tratta di un passaggio ulteriore nel dialogo politico — dopo l'incontro con un premier di Stato federale del 4 settembre — ma non ancora di un accordo o di una svolta regolatoria. Lo scenario di minoranza bloccata resta il più probabile.
Il 4 settembre 2026 Bloomberg riporta che UniCredit ha incontrato il premier di uno Stato federale tedesco per discutere dell'operazione su Commerzbank. L'incontro, successivo all'avvio dei colloqui tra i CEO comunicato il 10 agosto, segnala un ampliamento del dialogo verso le autorità politiche regionali tedesche, ma non costituisce un accordo né una svolta regolatoria. Lo scenario di minoranza bloccata resta il più probabile.
UniCredit e Commerzbank hanno avviato colloqui sul cambio di controllo, segnando un cambiamento significativo rispetto alla situazione di stallo precedente.
Secondo una fonte citata da Reuters (6 ago 2026), i CEO di UniCredit (Orcel) e Commerzbank si sono brevemente sentiti ma non hanno avviato colloqui formali di fusione. Lo sviluppo chiarisce che la disponibilità al dialogo dichiarata a fine luglio non si è tradotta in trattative, confermando la persistenza dello stallo. Nessuna variazione agli scenari: la minoranza bloccata resta lo scenario più probabile.
Il 24 luglio 2026 sia UniCredit (CEO Orcel) sia il presidente di Commerzbank (Weidmann) hanno dichiarato pubblicamente disponibilità a colloqui costruttivi con la controparte e con il governo tedesco. Si tratta di un cambiamento di tono rispetto alla posizione di stallo precedente, ma non ancora di un accordo o di una svolta regolatoria. Lo scenario di minoranza bloccata resta il più probabile in attesa di sviluppi concreti.
UniCredit ha comunicato l'8 luglio 2026 i risultati definitivi dell'offerta su Commerzbank: conferito il 17,60% del capitale, che sommato al 26,77% detenuto direttamente e al 3,22% in strumenti con diritto alla consegna fisica porta la partecipazione complessiva al 47,59% del capitale, pari al 49,65% dei diritti di voto. Le adesioni riconducibili a investitori indipendenti (istituzionali e retail) sono state inferiori al 2%. UniCredit detiene inoltre un'esposizione economica del 13,19% tramite derivati regolati per cassa, che non conferiscono né azioni né diritti di voto: le cifre vicine al 60% circolate sulla stampa sommano questa componente e non misurano il potere di voto. Il governo tedesco mantiene circa il 12% e resta contrario; il perfezionamento è subordinato alle autorizzazioni regolatorie, BCE inclusa. L'esito riduce nettamente la probabilità di un ritiro e alza quella del controllo, ma con il 49,65% dei voti, senza accordo di dominazione e senza il consenso di Berlino, la minoranza bloccata resta lo scenario più probabile.
Gli investitori istituzionali hanno aderito all'OPS di UniCredit per appena poco più dell'1% delle azioni di Commerzbank. Il dato, comunicato ufficialmente da Commerzbank, segnala un'adesione ulteriormente inferiore rispetto alla prima offerta, rafforzando lo scenario di minoranza bloccata e aumentando la pressione verso un eventuale ritiro.
Il governo tedesco conferma ufficialmente, tramite fonti governative citate da Reuters (22 giu 2026), che non aderirà all'OPS di UniCredit e non venderà la sua quota del 12,7% in Commerzbank, dichiarando i piani di UniCredit 'non realizzabili' finché Berlino manterrà la propria partecipazione. È inoltre segnalata l'intenzione di bloccare un eventuale delisting. Si tratta di una presa di posizione ufficiale e pubblica successiva al sigillo, che rafforza materialmente lo scenario di blocco/minoranza e riduce ulteriormente le probabilità di controllo.